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News – Touring Club Italiano – L’albergo diffuso conquista la Spagna… La formula dell’albergo diffuso valica i confini nazionali e arriva in Spagna. The Haciendas, una catena di piccoli hotel della provincia di Salamanca, ha ristrutturato l’antico borgo di Ledesma per destinarlo all’ospitalità turistica. Le affinità esistenti tra la nuova struttura spagnola e il modello italiano hanno condotto The Haciendas a chiedere e a ottenere il riconoscimento dell’Associazione Alberghi Diffusi. L’apertura del primo “pueblo-hotel” (così il termine è stato tradotto e adattato) è prevista per giugno.
Un modello turistico “semplice ma geniale”, come lo ha definito il New York Times, per salvare centri storici e borghi dall’abbandono e dallo spopolamento, potrebbe diffondersi a livello internazionale, laddove si ricerchi un progetto di ospitalità sostenibile in grado di valorizzare le specificità del territorio. In Italia gli alberghi diffusi sono oggi una sessantina, presenti soprattutto in Toscana, Marche, Puglia e Sardegna (dove l’idea è nata negli anni Ottanta); molte di queste strutture riservano uno sconto del 10% ai soci Tci. Nella foto, l’albergo diffuso Borgo Giusto presso Borgo a Mozzano (Lucca).
Il modello messo a punto da Giancarlo Dall’Ara, docente di marketing turistico e presidente dell’Associazione nazionale Alberghi Diffusi, è quello di un albergo orizzontale, che non si costruisce ma sfrutta ambienti già esistenti, mettendo in rete case vicine tra loro, che diventano le camere di una struttura in grado di offrire servizi alberghieri e di ristorazione. Gli edifici che compongono l’albergo diffuso sono case di pregio o abitazioni tipiche di sapore locale, in un contesto di interesse storico e culturale, ristrutturate e ammobiliate. L’idea è che, più che clienti di un albergo, si è per qualche giorno parte di un vero e proprio vicinato, qualcosa che ha a che vedere con la vita di una comunità. Anche nel nostro Paese ci sono novità: nelle prossime settimane aprirà in provincia di Imperia il Relais del Maro, come racconta lo stesso Dall’Ara, che pone l’accento anche sulle difficoltà legislative che il suo modello incontra in fase di sviluppo: “Le Regioni italiane che prevedono e quindi regolamentano l’Albergo diffuso sono 16, alcune anche con evidenti differenze tra loro; solo quattro di queste forniscono incentivi. Vorremmo che la nostra idea trovasse la stessa disponibilità che hanno per esempio i bed&breakfast, sicuramente meno italiani di noi nel concept, eppure maggiormente sostenuti”. “Per il futuro prossimo” conclude, “penso alla Lombardia e all’Expo, e lancio una proposta: perché anziché costruire nuovi alberghi, non recuperiamo le tante cascine abbandonate nei dintorni di Milano applicando il nostro modello?” Già da tempo l’Associazione 100 cascine è impegnata nella riqualificazione delle cascine dell’area metropolitana lombarda a fini ricettivi: chissà che la proposta di Dall’Ara non dia nuovo impulso e nuove prospettive a un recupero intelligente e importante per la città, non solo in vista dell’Expo. di Luca Bonora
Via www.touringclub.it

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